Acqua a Lampedusa

L’acqua a Lampedusa è sempre stata una risorsa scarseggiante, ma ancora di più dopo che l’isola ha perso completamente i suoi boschi e la vegetazione arborea, diventando il panorama quello che attualmente possono vedere i visitatori.
E’ questo infatti uno dei problemi maggiori, insieme con la perdita dell’humus a causa della scomparsa degli alberi ad alto fusto, che ha fatto fallire negli scorsi anni i progetti di rimboschimento, Le falde calcaree tuttavia permettono all’acqua di depositarsi nel sottosuolo, e gli strati argillosi talvolta fanno si che essa risalga a sufficienza in superficie per permettere l’escavazione di pozzi da cui può venire estratta.
Oltre ai pozzi di acqua sorgiva vene sono altri sparsi per il territorio. Si tratta in qualche caso però di acqua non potabile, che però viene usata dagli abitanti di Lampedusa per tutti gli altri possibili usi, per irrigare gli orti, per dar da bere agli animali ed anche per qualche preparazione di cucina dove questa può essere portata a bollore.
Un altro modo per immagazzinare l’acqua è rappresentato dai dammusi, la cui forma a cupola serviva proprio per convogliare l’acqua piovana, da utilizzare per l’irrigazione.
In epoca più recente l’acqua è arrivata sull’isola nella forma di 4 dissalatori che filtrano opportunamente l’acqua del mare per renderla potabile ed immetterla nell’acquedotto dell’isola. Oltre a ciò, soprattutto durante la stagione calda l’acqua arriva sull’isola grazie a grandi navi cisterna che riforniscono del prezioso e vitale elemento la popolazione locale.
Lascia un commento
