Fauna di Lampedusa

L’isolamento e la posizione geografica, oltre all’operato dell’uomo, hanno contribuito a creare il panorama faunistico che oggi si può ammirare sull’isola di Lampedusa.

Un tempo questa era ricoperta de una fitta foresta, e, raccontano gli storici ed i naturalisti, sull’isola erano presenti molti esemplari tipici della fauna boschiva, tra questi cervi, cinghiali e conigli selvatici. Questi ultimi sono gli unici mammiferi selvatici rimasti sull’isola dopo la scomparsa dei boschi, insieme a qualche altra specie di piccolo roditore. Ricca invece la fauna avicola, tra la quale si annoverano diverse specie di rapaci, che trovano nei roditori selvatici la principale fonte di cibo.


La posizione di Lampedusa, nel cuore del Mediterraneo a poche centinaia di chilometri dalle coste africane favorisce la sosta di molte specie migratorie, tra le quali l’upupa e la beccaccia, nonché il passaggio di alcune specie originarie dell’Africa che si spingono fino sull’isola, come il fenicottero. Interessante per i naturalisti il panorama dei rettili presenti sull’isola, a cominciare da uno dei più importanti dell’area mediterranea, la tartaruga Caretta Caretta, una specie protetta che depone le uova su una delle più conosciute e celebri spiagge di Lampedusa, l’Isola dei Conigli.

Due serpenti autoctoni, appartenenti alla famiglia dei colubri, sono presenti in grande quantità, ma non costituiscono un pericolo per l’uomo. Più rara, ma certificata, è la presenza di una specie di tartaruga di terra, anche se ci sono forti sospetti che la sua presenza non sia naturale ma subordinata alla presenza dell’uomo. Come per la fauna avicola anche i rettili, e gli insetti, presenti a Lampedusa appartengono prevalentemente a specie di origine africana, una testimonianza ulteriore di un originario collegamento tra l’isola e le coste africane.


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