Flora di Lampedusa

L’aspetto paesaggistico attuale di Lampedusa, così brullo ed arido non è affatto un fenomeno naturale, e, contrariamente a quanto potrebbe apparire normale, visto che di panorami aridi e secchi nel sud del Mediterraneo se ne trovano in notevole quantità, Lampedusa era un tempo ricoperta di una ricca foresta.
Un tempo infatti, fino a circa duecento anni fa, era il pino d’Aleppo che dominava il paesaggio dell’isola, ancora oggi ne rimane qualche esemplare, insieme con alcuni cedri e gelsi.
Fonti storiche e cronache riportano che l’evoluzione dell’isola in una piattaforma inaridita sia stata causata non da fattori ambientali e climatici particolari ma dalla presenza dell’uomo, in particolare per alcune attività come il disboscamento per favorire la pastorizia e l’attività di produzione del carbone che hanno piano piano ridotto la foresta di pini fino a farla scomparire.
Il brusco e repentino passaggio da foresta a steppa è poi uno dei motivi principali per cui anche successivi tentativi di rimboschimento hanno fallito, perchè è venuto a mancare improvvisamente ed in modo disarmonico il substrato nutritivo, l’humus, che permette lo sviluppo di molte specie di piante.
Nonostante ciò sull’isola gli appassionati naturalisti potranno trovare interessanti esemplari di flora autoctona, tra i quali anche alcune specie particolarmente rare e protette come il Fior di Tigre.
L’attuale paesaggio stepposo è uno spettacolo di indubbio fascino nei mesi invernali, quando le piogge che investono l’isola favoriscono la fioritura e la crescita di un manto erboso e di diverse specie di fiori che riempiono l’isola di magnifici colori e di un verde brillante, destinato a sparire all’approssimarsi della stagione calda. Da ricordare la presenza massiccia di piante tipiche dell’area mediterranea, come l’agave, il fico d’india ed il timo.
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